



(dalla Prefazione di Sebastiano Adernò)
Queste pagine sono macchiate da un'esperienza in cui è difficile non rimanere invischiati: un mazzo di fiori sulla tomba della persona cara dove ogni fiore ha il colore di un motivo, la forma di un risvolto con cui viene inteso il Distacco. Come l'Emotività che ci accende gli occhi. Il Ricordo che ce li incupisce. La folle Speranza che nulla sia realmente successo. Il Dolore a cui ci abbeveriamo. La superstizione dell'Illusione di sentire ciò che più ora ci manca. Cosi la prognosi riservata, dall'essere una frase che sigilla un fascicolo ospedaliero, diventa il carattere di un atteggiamento verso il proprio io che si scopre di fronte alla Morte. In questo caso, l'Io dell'autrice che con uno strattone ci toglie il comodo cuscino che avevamo riempito di illusioni, frasi fatte e preconcetti, per svegliare in noi una voglia di consapevolezza rendendo il Dolore una dimensione in cui è possibile interagire. E' possibile procurarsi una Morte nella propria anima pagando per la morte di chi amavamo? Si può essere padroni della propria vita, quando questa si ammala? Si può vivere sapendo che la salvezza l'abbiamo delegata alla mano che mai ti verrà porta? Di fronte allo Schianto con cui ci viene tolta una persona, si vacilla, e ci si accorge di mancare di ruolo. Questa storia parla di uno strappo interiore. Mostra anche come il dolore ci può portare a provare affetto per il malcontento della nostra vita. E lo fa con un ritmo pieno. Saturo nel fluire dei pensieri. La scansione in capitoli, permette al lettore di respirare e alle idee di solidificarsi. Ci si fa un po male leggendo. Perché l'autrice fa leva sulle parole per scardinare il silenzio in cui ci chiudiamo nella sofferenza. Dunque ci vuole coraggio, perché coraggio è stato impresso nella scrittura. Buona lettura.
E’ giunta a conclusione la III Edizione del Concorso di Poesia MezzagoArte che ha visto la partecipazione di autori da tutta Italia.
Il Premio quest’anno ha ricevuto l’attenzione di alcune tra le più prestigiose firme di scrittura poetica oggi in Italia. E ne siamo particolarmente orgogliosi. Ma - non se ne abbiano a male i tanti selezionati dall’ottima scrittura non entrati poi nella rosa finale dei pubblicati - il premio ha una giuria attenta che, pur riconoscendo la qualità assoluta di un testo, concede spazio anche alle voci più giovani e nuove. Tutto lo spazio che si meritano. E in questa edizione ci sono state delle gradevolissime sorprese, che vi presentiamo con la sicurezza che i loro nomi inizieranno presto a farsi riconoscere nell’affollato panorama della minuscola nicchia della poesia e nell’ancor più ristretto segmento della appassionante poesia dialettale.
Sezione poesia in lingua italiana:
Con questa edizione del premio, la qualità delle partecipazioni ha raggiunto un ottimo livello, con alcuni testi poi risultati di autori di assoluto rilievo, ed una diffusione geografica che copre tutta Italia. La lista finale (sempre rigorosamente anonima) dei selezionati su cui si è discusso a fondo e che si sono contesi premi e menzioni di merito, comprendeva, oltre ai classificati, i testi dei seguenti autori, in ordine alfabetico:
Claudio Alvigini, Sebastiano Adernò Maria Carla Baroni, Pietro Caddeo, Ada Crippa, Erminia Daeder, Adele Desideri, Gennaro Grieco, Domenico Luiso, Moreno Marani, Lucia Montauro, Roberto Mosi, Margherita Rimi, Enea Roversi, Fryda Rota, Lina Salvi, Giovanni Turra Zan, Giuseppe Vetromile.
Mentre, segnalati solo da una minoranza di giurati, sono comunque arrivati con merito alla discussione finale i testi degli autori qui elencati, in ordine alfabetico:
Sergio Balestra, Paolo Borsoni, Roberto Caravaggi, Franco Casadei, Celestino Casalini, Silvia Cecchi, Rodolfo Cernilogar, Carmelo Consoli, Giampaolo De Pietro, Emilia Fragomeni, Elvis Ghibello, Armando Giorgi, Carlotta Neuenschwander, Giacomo Nucci, Claudio Pagelli, Piera Piazza, Marco Rigetti, Luca Rocchi, Rodolfo Vettorello.

